Cupello

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Cupello dei giorni nostri è piuttosto recente: la ferocia nazista, infatti, ha distrutto buona parte del patrimonio edilizio – al punto da valere al comune la medaglia di bronzo al valor civile – di un paese che affonda le sue origini in tempi più remoti. Notizie dell’attuale abitato risalgono al XVI secolo quando i D’Avalos, marchesi di Vasto, dopo il terribile terremoto del 1456, favorirono l’agricoltura utilizzando colonie di schiavoni, popoli slavi scacciati dai Balcani a causa delle incursioni turche, costretti ad approdare sull’opposta riva adriatica. Probabilmente da queste vicende scaturì il vecchio nome di Cupello “Villa degli Schiavoni”. Ritrovamenti archeologici e i resti di una villa romana, invece, documentano l’esistenza di insediamenti umani già in epoca preromana legati alla transumanza.

Tracce dell’origine medievale continuano a vivere nei vicoli stretti, nei “brancatelli”, le scalinate esterne delle case antiche e nei palazzi fortificati Marchione, Erminio Boschetti e Torreta Belvedere, nel centro storico.

Le chiese di Cupello – Natività di Maria Santissima, Madonna del Ponte e Madonna della Divina Provvidenza in località Montalfano – parlano tutte di fasi costruttive differenti, in forza anche delle distruzioni dovute alla Seconda Guerra Mondiale.

Grazie ad una qualificata attività di riscoperta, il Carciofo di Cupello è divenuto – assieme alla Ventricina – il prodotto tipico per eccellenza del territorio: oltre che nella stessa Cupello, dove c’è la produzione principale, si coltiva anche nelle vicine Monteodorisio, Lentella, Furci, San Salvo e, in piccola parte, Vasto. È un ecotipo locale che deriva dal Campagnano, varietà di carciofo Romano che raggiunge la maturazione ideale tra la fine di marzo e aprile. Conosciuto anche come “mazzaferrata” (perché la sua forma ricorda l’antica arma medievale), se ne ha testimonianza sin dall’antichità. Verde di fondo con sfumature più o meno intense di violetto, è senza spine, ha la forma rotonda e leggermente più allungata del romanesco. Ha un sapore pronunciato con un retrogusto dolciastro e una consistenza tenera e carnosa. Nelle campagne intorno a Cupello inizia ad essere coltivato sistematicamente solo alla fine degli anni Cinquanta. Nel 1961 nasce la Cooperativa Ortofrutticola San Rocco, leader nella produzione e commercializzazione di questo ortaggio, che conta circa 110 soci. Il carciofo di Cupello è protetto dal Marchio Collettivo Comunitario dalla Camera di Commercio di Chieti.

 

Informazioni:
www.comunedicupello.it
www.carciofodicupello.it

 

A Cupello la buona Ventricina la trovi da Peschetola.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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