Scerni

Terra di cose buone

Non solo la ventricina, non solo piatti prelibati da una cultura contadina di lungo corso che ha risentito della vicinanza con importanti tracciati tratturali: Scerni è ottimo vino, prodotto in un territorio con una vocazione secolare tramandata oggi anche da un prestigioso istituto agrario conosciuto in tutta Italia. In forza di una posizione ottimale – a soli 281 metri di altitudine e a pochi passi dal mare, dove i venti si incrociano con quelli dell’interno contribuendo ad uno strepitoso microclima – Scerni è terra di cose buone.

E belle: il paesaggio tutto intorno è incantevole, fatto di filari d’uva, terreni rigogliosi, ulivi, mentre nel borgo i palazzi signorili, le piazze e le chiese rendono particolarmente affascinante questo centro che storicamente deve le sue fortune anche all’appartenenza al vicino monastero benedettino di Santo Stefano in Rivo Mare, vero e proprio potentato religioso ed economico che nel medioevo ha plasmato l’intero territorio, in una zona dove la presenza romana era già stata significativa.

Sono proprio i palazzi signorili ad impreziosiste il centro storico. Palazzo Raimondi (XVIII secolo), un tempo sede del municipio, conserva al suo interno pregevoli saloni con soffitti affrescati. Ristrutturato nel 2000, è oggi sede della casa canonica e di varie associazioni. Il Palazzo baronale De Riseis (XVIII secolo) è stato costruito sui resti del castello di Scerni, mentre Palazzo D’Avalos (XVI secolo) fu costruito dai marchesi D’Avalos su un impianto preesistente durante il rinascimento: faceva parte dell’intero complesso edilizio del castello con le mura di difesa che circondavano il paese.

Una visita meritano anche le chiese di Scerni. Quella dedicata al patrono San Panfilo sorge su un antico tempio pagano dedicato alla dea Cerere a forma di croce greca. Nel 1601 fu trasformato a croce latina, ampliata nel 1718 e riparata dopo il terremoto del 1720 grazie all’aiuto dei cittadini, del Re Federico II e di un architetto francese che lavorava presso la corte dei Borboni. Belli gli stucchi baroccheggianti dell’interno, che custodisce un organo barocco, una statua lignea policroma e il braccio argenteo del XV secolo di San Panfilo.

All’ingresso del paese, invece, si trova il santuario della Madonna della Strada, edificato negli anni Sessanta: sorge sui resti di un’antica chiesetta del 1400, costruita dai pastori transumanti affinché la Madonna li proteggesse durante il loro cammino. Nell’attuale santuario sono conservati due statuette di legno policrome risalenti al XIV secolo e rappresentanti San Panfilo e San Donato, e la statua della Madonna, del primo Cinquecento.

Il nome di Scerni è legato anche all’Istituto agrario Ridolfi, che negli anni ha accolto studenti provenienti da fuori regione. Tra le varie attività, anche una pregiata produzione di vino che sta ottenendo riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale.

Informazioni:
www.comunedisceni.com

A Scerni la buona Ventricina la trovi da Fattorie del Tratturo.