Castiglione Messer Marino

Dolce natura e forti tradizioni

Borgo di montagna, sferzato dal vento gelido in inverno e fresco riparo dal grande caldo in estate, Castiglione Messer Marino svetta a 1081 metri di altitudine. Per queste sue condizioni climatiche, ma anche per le numerose zone boschive e di interesse naturalistico che la circondano, è una meta prescelta dagli appassionati degli eventi all’aria aperta, ma anche dagli amanti della buona tavola: grazie alla vicinanza con i tracciati tratturali che qui si congiungevano da Pescocostanzo e Pescopennataro, ha sviluppato nei secoli una cultura agropastorale che vive ancora oggi nei ricchi piatti della sua tradizione culinaria, e che nei secoli si è affiancata a numerose attività commerciali e artigianali, a partire dalla pietra scolpita.

Il borgo, che conta circa 1800 abitanti, prende il nome dal feudatario Marino Caracciolo, che ha lasciato in dote un castello del XV secolo di cui rimangono solo i ruderi, e il convento francescano fondato nel 1520 nella località Lupara, sui cui resti è stata costruita il santuario della Madonna del Monte che accoglie ogni anno l’11 settembre un pellegrinaggio devozionale in memoria dell’apparizione della Vergine.

Il pellegrinaggio parte dalla chiesa madre di San Michele Arcangelo, la cui devozione rimanda inequivocabilmente al culto del santo patrono dei pastori transumanti, San Michele, venerato in modo particolare a Monte Sant’Angelo, sul Gargano. La parrocchia conserva al proprio interno la statua lignea della Madonna del Monte in una suntuosa cappella voluta dai Caracciolo. L’edificio risale al XVI secolo, ed è a tre navate. Le decorazioni sono di scuola molisana, con evidente influenza del barocco partenopeo e napoletano; più recenti gli affreschi delle volte e l’imponente “Crocifissione” dell’altare centrale, opera dell’artista lancianese Federico Spoltore. Di particolare pregio il portale in pietra scolpita, con influenze gotiche, simbolo anche misterico di un passato che si perde nella notte dei tempi.

Una visita meritano anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie, di origine trecentesca, con decorazioni e stucchi barocchi, e il Museo delle Tradizioni Familiari, con oggetti e foto che raccontano la vita di paese in quattro ambienti appositamente studiati per una narrazione efficace.

Poco fuori dal paese c’è l’Oasi naturale Abetina di Selva Grande, area naturale protetta istituita nel 1996 e gestita dal Wwf Italia, con i suoi abeti bianchi – rari in questa zona della Penisola -, i faggi e la zona pascolo, e con una fauna di assoluto interesse, che va dal lupo al raro picchio nero passando per la poiana e il capriolo. Sempre in tema di natura, molto bella è la Lupara che, oltre al santuario della Madonna del Monte, offre soprattutto in estate prati e boschi per scampagnate e passeggiate naturalistiche.

Nei dintorni di Castiglione, infine, ci sono le sorgenti dei fiumi Treste e Sinello: quest’ultimo rappresenta il confine nord del Vastese.

Oltre al pellegrinaggio di settembre, altre due tradizioni rendono speciale questo borgo. La Festa di Pulgenelle, uno dei più curiosi carnevali d’Abruzzo: una tradizionale cerimonia in maschera con Pulgenella, con il suo sfarzoso cappello, a far da coordinatore del corteo mascherato di soli uomini, che prevede scenette comiche a lieto fine in sei piazze del paese.

Gli amanti della buona tavola, infine, non rimarranno delusi dalle “sagne a lu cuttor”: pasta a forma di rombo a base di farina e acqua abbondantemente condita con salsiccia di carne o di fegato, pancetta e polvere di peperoncino. Prendono il nome dal caldaio – “cuttor” in dialetto – in cui vengono preparate. Ma la vera caratteristica di questo piatto sta tutta nel “come” si mangiano queste sagne: con le mani, direttamente dal caldaio. Un piatto che parla, così, di amicizia e di condivisione, di tradizione e di cultura. E che oggi si può assaporare comodamente – e con le posate – nei ristoranti di Castiglione Messer Marino.

 

Informazioni:
www.comune.castiglionemessermarino.ch.it

 

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