Carunchio

Un gioiello ricco di gioielli

Per chi arriva dal mare, Carunchio rimane un mistero fino alle ultime curve. Ma quando finalmente appare alla vista toglie letteralmente il fiato: uno scenografico gruzzolo di case arroccate su un colle che culmina con la chiesa madre di San Giovanni Battista. Tutt’intorno, solo silenzio e il verde delle foreste di faggi, cerri e castagni accarezzate dal vento. Il borgo di circa seicento abitanti sorge a 714 metri sul livello del mare ed è un sorprendente gioiello fatto di chiese, palazzi e antiche porte che parlano di più fasi costruttive. Secondo alcune ricostruzioni, infatti, in origine Carunchio era dislocato più a valle, in località Taverna: solamente nel XVI secolo si sarebbe spostato nell’attuale collocazione per difendersi al meglio dalle incursioni saracene. Una vicenda storica, del resto, molto comune ad altri centri del territorio. La prima notizia documentata del borgo medievale risale ad una bolla di Papa Alessandro III del 1173 che conferma i precedenti confini della diocesi di Chieti che comprende anche “l’Ecclesia Sancte Marie de Carunchi”.

Da non perdere, la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, raggiungibile anche a piedi con una gradevole passeggiata tra vie e scalinate dal fascino antico. Prima di entrare, conviene fare un giro attorno: il panorama che si schiude è mozzafiato, spaziando dal massiccio della Maiella, la montagna madre degli abruzzesi, al promontorio del Gargano, nelle Puglie. L’impianto attuale, a navata unica con una serie di cappelle laterali, è del XVII secolo, con decorazioni baroccheggianti realizzate nell’Ottocento, in linea con uno stile molto diffuso in tutta la provincia di Chieti. Al suo interno, la chiesa conserva nel presbiterio due vere e proprie perle: il coro e soprattutto il monumentale organo barocco, costruito nel 1775 da Francesco Pasquale d’Onofrio nativo di Caccavone (l’attuale Poggio Sannita in Molise), che lavorò su un precedente strumento realizzato nel 1692 da Liberatore Pallotta di Agnone su commissione dell’arciprete Giovanni Battista Rinaldi. Perfettamente funzionante, l’organo richiama ogni anno turisti e appassionati, ed è stato suonato da maestri di fama internazionale intervenuti a Carunchio per il Concorso Organistico Internazionale “Francesco D’Onofrio” o per altre rassegne e concerti di tanto in tanto ospitate nella chiesa.

Molto bella anche la chiesa del Purgatorio, fuori del centro cittadino, modificata nel corso del Settecento a partire da una chiesa conventuale romanica di cui conserva ancora il rosone a ruota e il portale in pietra del 1504. Splendido il ciclo di affreschi del XIV secolo conservato all’interno, che raccontano storie della Passione: un’altra perla di un borgo sorprendente.

Una visita, poi, merita anche Palazzo Turdò, dall’imponente impianto fortificato ottocentesco a forma quadrata, con le garitte di vedetta che si trovano su ciascun angolo e il cortile con cisterna. Insieme al Palazzo Castelli doveva costituire l’antico castello di Carunchio di origine medievale. Da qualche anno, Palazzo Turdò ospita Abruzzo Cibus, scuola di cucina che richiama l’attenzione di un pubblico internazionale, con eventi e itinerari enogastronomici nel territorio.

Tra gli eventi, imperdibile a giugno l’Infiorata: unica nel suo genere in Italia per la tecnica di realizzazione, consiste nella creazione su strade e vicoli del paese di disegni a tema eucaristico e religioso con petali e foglie sminuzzati, non trattati da alcun agente chimico, conservativo o colorante. L’evento, tra arte e religione, si svolge in occasione della festa del Corpus Domini.

 

Informazioni:
www.comune.carunchio.ch.it
www.abruzzocibus.com
http://infocarunchio.altervista.org/

 

A Carunchio la buona Ventricina la trovi da Il Biancospino e da La Genuina.